L’ordinanza del Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, che vieta l’accesso a diverse zone costiere classificate come “aree a pericolosità geomorfologica molto elevata (PG3)” per la prossima stagione balneare, ha suscitato preoccupazione tra i gestori dei lidi brindisini.
Dettagli dell’ordinanza
Motivazione: L’ordinanza si basa su una valutazione dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, che già nel 2011 aveva mappato le aree a rischio, classificandole secondo tre livelli di pericolosità.
Aree interessate: Diverse zone costiere del litorale brindisino, classificate come “aree a pericolosità geomorfologica molto elevata (PG3)”.
Base giuridica: L’ordinanza si fonda su una serie di leggi e normative, tra cui il Dpr 66/1981 e la legge regionale 17/2015.
Obiettivo: Garantire la sicurezza dei bagnanti, prevenendo rischi legati all’instabilità delle falesie e ad altri pericoli geomorfologici.
Conseguenze
L’ordinanza comporta il divieto di accesso a diverse zone costiere, con conseguenti ripercussioni sull’attività dei lidi brindisini.
I gestori degli stabilimenti balneari sono tenuti a rispettare l’ordinanza, pena sanzioni amministrative.
L’ordinanza mira a tutelare l’incolumità dei bagnanti, prevenendo possibili incidenti legati alla pericolosità delle aree costiere.
Informazioni aggiuntive
Le aree a rischio sono consultabili pubblicamente sul sito del Comune di Brindisi.